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La
storia
Villa Fascinato è un complesso imponente tra i più belli ed enigmatici di Terrazzo.
Oggi il suo aspetto si avvicina molto ad un edificio di stile liberty, tipico degli inizi del Novecento; tuttavia questo luogo conserva memorie che lo fanno risalire all’epoca scaligera.
Dall’analisi di alcuni documenti e dalla presenza di alcune rocche fortificate nella zona si può, infatti, supporre che Villa Fascinato facesse parte di un sistema difensivo allestito dagli Scaligeri in una zona di confine, molto vicini al poderoso castello di Castelbaldo e alla città fortificata di Montagnana.
La località “Toran” o “Torazo” è già documentata in alcune mappe del ‘500, anche se risulta documentata in epoca più antica. Il complesso edilizio ha al suo interno quattro torri, due disposte ai lati della facciata e due situate nella parte posteriore. Queste ultime risultano di antica datazione, in prossimità dell’epoca scaligera. Questa è quindi la porzione originaria dell’intero complesso e la particolare lavorazione del cornicione, oltre alla struttura architettonica, possono avvallare questa ipotesi.
In un cortile interno Villa Fascinato conserva, inoltre, un pozzo in marmo del XV secolo, del diametro di circa 1,5 metri, forse l’elemento più interessante dell’intero complesso.
La struttura originaria della villa risale quindi al ‘400, anhe se vari elementi retrodatano la sua costruzione di un altro centinaio d’anni.
Villa Fascinato si distingue per sontuosità ed eleganza: la maestosa facciata è arricchita da due torri laterali e da barchesse di servizio. Di particolare interesse anche la decorazione dell’interno del complesso. Un oratorio dedicato a San Carlo Borromeo occupa la zona est del complesso.
L’interno è invece caratterizzato da un ampio salone d’ingresso che corre su tutta la lunghezza della villa, intorno al quale si diramano quattro stanze laterali, disposizione tipica della "villa veneta". In seguito ad un restauro si è potuto constatare come la villa fosse in origine ad un unico piano; essa venne innalzata in un secondo periodo. La scala d’accesso al primo piano è ottocentesca ed è stata ricavata sacrificando una delle stanze al piano terra.
Tra i primi proprietari del complesso si può citare la famiglia Nichesola; ad essa si sostituirono, verso la metà del ‘600, i Bevilacqua Lazise e in seguito, i Fascinato, il cui nome troneggia ancor oggi sopra la facciata dell’edificio.
(Occhi Francesco)
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